"Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere"
(Socrate)
Dall'attivismo al sociocostruttivismo
La mia formazione pedagogica ha seguito negli anni le indicazioni e gli itinerari della pedagogia del '900, in particolar modo dell'attivismo di John Dewey.
L'Attivismo aveva come scopo la creazione di una scuola non convenzionale, non impostata sul nozionismo e lo studio individuale (legato alla vecchia lezione frontale), bensì centrata sugli interessi degli alunni. In altre parole, una scuola che aveva l'ambizione di rispettare la psicologia dell'alunno e non del maestro.
Negli ultimi anni, grazie alla ricerca e allo studio, i miei riferimenti metodologici didattici si sono evoluti verso il costruttivismo e il sociocostruttivismo.
L'idea centrale è che la conoscenza avvenga nella realtà, nella cultura e nelle situazioni in cui il soggetto si trova, e si sviluppi attraverso continue interconnessioni e collegamenti. La mente umana, quindi, non contiene semplicemente il mondo che conosce, ma lo compone in modo attivo. Il ruolo creativo della mente è “in contesto” e lo studente è un “attivo apprendente” che gioca un ruolo centrale nel mediare e controllare l’apprendimento.
Compito dell'insegnante, nella metodologia sociocostruttivista, è proprio quello di facilitare pratiche che favoriscano il confronto, la riflessione (metacognizione) e la risoluzione di problemi reali in contesti d’interazione.
La comprensione si rivela, quindi, molto più sottile e completa: è l'abilità di pensare ed agire in modo flessibile con quanto si conosce.
L'integrarsi delle teorie costruttiviste con le metodologie innovative del cooperative learning, tutoring (apprendimento tra pari) e flipped classroom permettono un progresso in avanti. Il modello cooperativo e laboratoriale, salda la componente teorica (con una precisa finalità) con quella pratica (i concreti modi di fare educazione) ponendo attenzione alla dimensione operativa del sapere, nel senso di un’acquisizione intenzionale da parte di chi impara. Prendere coscienza di ciò che si acquisisce e di ciò che si fa.
Si tratta, allora, di promuovere ambienti di apprendimento in cui le comunità di studenti e docente possano apprendere e insegnare cooperando. Tali ambienti possono essere fisici e/o virtuali, ma anche questi ultimi debbono poter rendere possibili la collaborazione, il dialogo, lo scambio, la contestualizzazione, cioè la realizzazione di comunità di in cui tutti gli attori, studenti, esperti insegnanti, lavorano insieme per la realizzazione di progetti, sfruttando tutte le risorse possibili e aiutandosi e imparando l’uno dall'altro.