Mondo comune

Book Cover: Mondo comune
La politica nasce tra gli uomini, dunque decisamente al di fuori dell’Uomo.
(Hannah Arendt)

 

Come si può essere responsabili verso il mondo se da questo si è cacciati o abbandonati? Come possiamo prenderci cura dello spazio collettivo se non abbiamo più “la politica”?
L’urgenza di questi interrogativi rende quasi naturale la lettura di Hannah Arendt che della dimensione politica moderna è un’interprete straordinaria.
Nei tempi inquieti della crisi della politica istituzionalizzata e dell’impotenza del singolo di fronte ai grandi eventi planetari, il bisogno di ritornare al coraggio civile trova nel pensiero di Arendt stimoli importanti: confrontarsi con esso significa soprattutto ri-pensare, re-agire, cogliere i problemi da diverse angolazioni.
In questo volume la distruzione è la conditio sine qua non della ricostruzione. Si analizza la fuga dal mondo operata dall’uomo, prima con la religione, poi con la tecnica e invocata dalla tradizione filosofica, solo per recuperare il percorso che ci riporti dentro.
Pronunciarsi sull’essenza dell’uomo e sul suo stare nel mondo (e non al mondo) comporta inevitabilmente guardare verso la storia della filosofia occidentale e rivolgersi ai grandi filosofi che, da Platone a Cartesio fino ad Heidegger, hanno cercato d’interrogarsi sulle importanti questioni umane.
Seguendo le riflessioni arendtiane si procede con un critica della storia del pensiero filosofico, che ha assegnato il primato alla teoria sull’azione, per poi aprire la strada ad una riabilitazione radicale del politico inteso come «spazio pubblico» di libertà e di iniziativa. Il «pubblico», in quanto è comune a tutti e distinto dall’ambito che ognuno di noi vi occupa privatamente, è l’infra, l’intreccio di relazioni umane non verticali o gerarchiche, è l’energia di legame tra uomini e donne che si assumono la responsabilità di agire insieme. Ripensare la politica, e quindi un mondo comune, significa ridare un senso, che abbia anche valore teoretico, alla libertà dell’azione politica.
Soltanto nello spazio condiviso, gli uomini, e non l’Uomo, possono apparire, “essere presenti”, ossia partecipare alla realtà del mondo comune e assumersi il “rischio della vita pubblica”.

 

Rosaria Parri
Mondo comune - Spazio pubblico e libertà in Hannah Arendt
Il Grandevetro - Jaca Book, collana i petrangoli
ISBN 88 16 28246 0 - Euro 14,00

 

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