"Se il mondo potesse essere convinto che Auschwitz non è esistito, costruirne un secondo sarebbe più facile e nulla assicura che divorerebbe solo ebrei. Perché tutto ciò non accada è importante continuare a testimoniare, a raccontare con la medesima fede”. (Primo Levi)
Tra le testimonianze sull'Olocausto, questa di Nedo Nencioni (internato dall’età di sedici anni) è tra le più insolite. Pur raccontando in prima persona quello che ha visto e vissuto, l’autore non sembra mai assumere il ruolo di protagonista. Lascia che siano gli eventi che lui descrive a parlare per lui. L'assoluta mancanza di enfasi e il contrappunto delle sue esperienze – l’adolescenza a Livorno, la fuga a Empoli, le prime proteste in fabbrica di fronte alla propaganda nazifascista, la quotidianità dei campi di concentramento, il travaglio del dopoguerra - disegnano i contorni di eventi il cui insegnamento va al di là della ricostruzione storica e lasciano intravedere i meccanismi di creazione del consenso, l'alimentazione dell'odio, la perdita progressiva della libertà che hanno portato all’orrore dei lager. Il racconto, accolto e curato da Rosaria Parri, è semplice ed intensamente descrittivo e diventa voce di un pezzo di storia che i giovani devono conoscere, ricordare, portare su di sé.
Nedo Nencioni, Notte e nebbia
a cura di Rosaria Parri
Circolo Il Grandevetro editore, Santa Croce sull'Arno (Pisa)
collana I lapislazzuli
ISBN 88 86646 03 8 - Euro 12,00 - 116pp. foto b/n

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Fucecchio (Firenze)
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Fucecchio (Firenze) con Nedo Nencioni